Il Vino Franciacorta

 

Un Vino ed un Metodo

F ranciacorta: un territorio, un vino e un metodo di vinificazione.
Questo vino, come il cugino Champagne, ha l'onore di avere la stessa denominazione per il metodo e per il vino. Questo grazie al Consorzio per la tutela del Franciacorta, che ha ottenuto l'esclusività per la denominazione del metodo ed attraverso un rigoroso Disciplinare ne ha regolamentato la produzione per garantirne l' eccellente qualità.
Il Franciacorta è un vino molto elegante, raffinato e strutturato perché il metodo di produzione prevede la seconda fermentazione in bottiglia, per la quale sono richiesti diversi anni di permanenza sui lieviti (18 mesi per il Brut, 24 mesi per il Satèn ed il Rosè, 30 mesi per i Millesimati e 60 mesi per le Riserve).
Considerando il diverso dosaggio di “liqueur” aggiunta dopo la sboccatura, partendo da quello meno a quello più dosato, si parla di Pas Dosè, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Dry, Demi Sec. Il Satèn è un brut con una pressione inferiore alle 5 atmosfere.
Il Franciacorta oggi è prodotto con uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero, croce e delizia dei vignaioli, e da pochi anni con l'Erbamat, vitigno autoctono.

La domanda che vi farete è: perché è un vino così speciale? Ve lo racconto.

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„Le sfumature dei terroir”

 

La zona che delimita la Franciacorta è un piccolo lembo di terra (solo 230 km quadrati) se paragonato ad altre zone dove si producono vini con metodo classico, ma questa ha delle particolarità uniche al modo.

Anticamente (siamo nel periodo delle Glaciazioni) in questo lembo di terra avanzò un grande ghiacciaio proveniente dalla Val Camonica. Questo ghiacciaio vi permase a lungo e poi lentamente si ritirò.

L' espansione ed il ritiro del ghiacciaio hanno di fatto trasportato una ricchezza di detriti che hanno arricchito il terreno in modo molto diversificato di minerali aggiunti, diversi da quelli derivati solo da rocce presenti nel suolo.

Oltre al suolo, anche il clima concorre a caratterizzare le diverse zone della Franciacorta, ed ecco perché a me piace raccontare il Franciacorta presentando sempre 4 cantine, una per punto cardinale:
il nord perché risente dell’influenza delle brezze montane della Val Camonica e del Lago d’Iseo, il Sud perché raccoglie il caldo della pianura, l’Est che risente delle brezze collinari e della forte escursione termica giornaliera e l’Ovest che racchiude nei propri acini il sapore di dolci colline e fertili pianure. Ecco che così si capisce perchè un vino che sempre uguale a sé stesso ha infinite sfumature!

E lo possiamo degustare e apprezzare nelle sue declinazioni:.

Il Saten, il vino femminile per eccellenza, un vino fatto solo da uve bianche (Blanc de Blanc) Chardonnay o Pinot Bianco: perlage fine, delicato e persistente con un ampio bouquet di fiori e frutta

Il Brut, il vino rappresentativo e di ingresso dei Franciacorta, con dosaggio zuccherino variabile, fatto con uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero (in bassa percentuale) può essere apprezzato da tutti.

Il Dosaggio Zero che grazie al basso dosaggio zuccherino esprime e racconta nella sua schiettezza il terroir di ogni cantina così come è. E’ il vino maschile per eccellenza, può piacere o non piacere ma sicuramente sarà apprezzato.

Il Rosè, il Franciacorta elegante e di personalità: il Pinot Nero lo caratterizza, gli da corpo e struttura. La maestria dell’enologo sta nel valorizzarne l’eleganza.

Per vivere questa magica esperienza degustativa, nelle sue sfumature di terroir, organizzo Serate di Degustazione durante le quali vi guido alla scoperta delle sfumature di una tipologia: non perderti la prossima serata!